Daniele Missiroli
Sono nato a Ravenna e vivo a Bologna, dove lavoro come analista programmatore e consulente privacy nell'azienda che ho fondato. Laureato in fisica con lode, sono appassionato di scrittura, numeri, astronomia e scienze in generale, oltre che di fantascienza, fumetti e film. Scrivo libri di fantascienza e ho creato AEDIS, una serie ambientata su un lontano pianeta. Ho anche scritto un libro sulla scrittura, uno di matematica sul calcolo mentale e due romanzi: Annabel e Moonlift.
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INTERVISTA
[D] Intervista 2020
[R] Intervista da parte di Writers Officina.

Writer Officina: Ciao, vuoi farci una piccola presentazione di te come persona prima che come Autore?
Daniele Missiroli: Sono romagnolo, cresciuto a prosciutto e piadina (quella alta un dito), e poi salsiccia e patate fritte. Il mio fegato ringrazia. Ho frequentato il liceo scientifico, perché andavo bene in matematica, e in generale in tutte futuristici, secondo me devono sempre avere una base di attendibilità. In pratica, prima li invento, poi li posso usare in un romanzo.

Writer Officina: Qual è stato il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?
Daniele Missiroli: Nel 2014 avevo collezionato un sacco di raccontini e trame per ipotetici romanzi (scrivo dalla seconda elementare e conservo sempre tutto). Stavano in una scatola (non un cassetto, era proprio una scatola da scarpe). Ho anco Writer Officina: C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?
Daniele Missiroli: Il ciclo della fondazione di Isaac Asimov. Quando l'ho scoperto, ho fatto mattina più di una volta poiché, nonostante la stanchezza, non riuscivo a smettere di leggere. In seguito mi sono procurato tutto ciò che ha pubblicat Writer Officina: Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?
Daniele Missiroli: Prima di passare da IML a YCP ho fatto una ricerca di case editrici no EAP e ne ho trovate diverse, ma vedendo il loro catalogo mi reputavo inadeguato, e con opportuna umiltà, rinunciavo a inviare manoscritti. Alla fine ho s Writer Officina: Pubblicare su Amazon KDP è stata una scelta vincente?
Daniele Missiroli: Sì, il loro programma è molto valido. Ci sono ancora alcuni punti migliorabili, ma si riescono a fare cose quasi perfette. Però si deve avere molta pazienza, saper usare Word di Microsoft e anche qualche programma grafico, s Writer Officina: A quale dei tuoi libri sei più affezionato? Puoi raccontarci di cosa tratta?
Daniele Missiroli: A parte Stenaritmia, che amo per tutti i trucchi sul calcolo mentale che contiene, la mia saga su Aedis, di cui sono in pubblicazione il sesto e il settimo episodio, è la storia che preferisco. Ci sono decine di colpi di sce e adotta un bambino, che in realtà è un piccolo androide. L'unico esistente, dato che non c'è più quella tecnologia. Dal sesto episodio in poi, la protagonista diventa Samira, la moglie di Daniel.

Writer Officina: Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure scrivi d'istinto?
Daniele Missiroli: Ho un sistema che si è generato in modo naturale. Devo dire che negli ultimi dieci anni ho letto un sacco di libri sullo scrivere narrativa, per cui, forse, questo sistema si è generato in modo subliminale, non so. Io parto Writer Officina: In questo periodo stai scrivendo un nuovo libro? È dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?
Daniele Missiroli: Ho scritto il sesto e il settimo episodio della mia saga: Aedis, dove la protagonista ora è Samira, la moglie del protagonista dei primi cinque. Ho scoperto che lei è un personaggio che ha delle caratteristiche più interessa Writer Officina: Oltre ai romanzi e ai racconti di fantascienza, hai scritto anche qualcosa ambientato sulla Terra?
Daniele Missiroli: Ho scritto Annabel, un'avventura ambientata a Las Vegas, dove un uomo e una donna vogliono arricchirsi truffando un Casinò, ma ognuno ha un piano che nasconde all'altro. Per ora, questo è l'unico a contenere qualche scena so Writer Officina: Che altri hobby hai, oltre alla lettura e alla scrittura?
Daniele Missiroli: Perché, c'è qualcosa di più bello?


[D] Intervista 2019
[R] Intervista per Radio Sideam95 a cura di Isabella Galeotti. Accendo il microfono e inizio.

Ringrazio Daniele Missiroli che dal Governo Centrale, dove ben sapete, svolge l'attività di educatore matematico nell'ambito della biomentalmedicina, e dove scrive racconti di vita quotidiana. È arrivato sul nostro satellite Sidea (ex Aedis), con la sua navetta personale, ed è proprio da quì che faremo l'intervista.

L'interno è accogliente ci sono due poltroncine ricoperte di un materiale che non conosco, ma sono molto morbide al tatto. Sono girevoli, mi giro e vedo una enorme scacchiera. Non entro in merito. A fianco c'è un tavolino con due tazze fumanti, guardo dentro e vedo un liquido marroncino, caffè? Poi vi dirò. Sento la porta di fronte aprirsi. Eccolo.
Si siede, ha una casacca grigia con una serie di bottoni argento che dal collo arrivano fino a sotto la cintola, il pantalone è nero e le scarpe sono color acciaio. Il sorriso è smagliante, non porta occhiali, è sbarbato ed ha un gradevole profumo.

I miei ascoltatori vogliono sapere ogni particolare.
Ciao e grazie per la tua disponibilità.
All'interno ti farò delle domande pazze, le domandazze. Sono solo per farti conoscere meglio dal popolo di Sidea.

[D] Qual è stata la scintilla che ti ha dato l'impulso di scrivere la prima volta?
[R] Dunque: all’inizio c’è stato il Big Bang, poi l’inflazione... (quella permane ancora oggi, purtroppo), il pulviscolo si è condensato in stelle... ops, forse l’ho presa troppo alla lontana? A parte gli scherzi, io scrivo da quando ho saputo tenere in mano una penna. La prima volta che ricordo, ero in seconda elementare, scrissi una storia sulle bolle di sapone e la maestra mi abbracciò. Però ho sempre scritto per me stesso. Scrivevo e chiudevo nel cassetto. Poi, 5 anni fa, mi sono detto: e se facessi leggere qualcosa in giro? E da lì è iniziato tutto.

[D] Ho letto qualche tuo racconto, e parli di supereroi che vogliono giustizia lealtà ecc. come possiamo definirli i tuoi racconti?
[R] Avventure con sorpresa finale. Sia nei romanzi, sia nei raccontini, per me è importante che il lettore, pur avendo una traccia per capire dove voglio arrivare, resti sorpreso dalla piega che prendono gli eventi. Un po’ come certi film di adesso, dove dopo i titoli di coda si sente una voce e il personaggio, creduto morto, si capisce che è ancora vivo, o si vede una fugace scena che capovolge il finale. La sorpresa, per essere veramente efficace, dovrebbe rivelarsi addirittura solo nelle ultime parole. Questo lo devo aver imparato dal mio maestro: Isaac Asimov, di cui ho letto tutto.

[D] Domandazza: Se fossi nella navicella con Robbie ai comandi in che epoca del passato ti piacerebbe essere portato? Perché?
[R] Hai rivelato parte della trama cui sto lavorando per un mio prossimo libro. Non sarà Robbie a pilotare, ma io stesso e tornerò negli anni ’60. Mi piacerebbe andarci, ma con le conoscenze attuali, ovviamente, per prevenire alcuni disastri, piccoli o grandi, pubblici o personali, che ancora mi disturbano. Il passato mi affascina e ho scritto parecchi microracconti in cui i miei due eroi preferiti, Kevin e John, ci vanno per effettuare qualche cambiamento. Ho tutti i film di fantascienza che trattano questo argomento: il mio preferito è Frequency. Lo rivedo almeno una volta l’anno.

[D] Scrivere un libro non è semplice la pianificazione è lunga e complicata con tutti i suoi intrecci. Tu come ti orienti in generale?
[R] Ho un metodo che può sembrare strano: per prima cosa scrivo il finale. Se non dispongo di un buon finale, la storia per me non esiste. Può essere anche solo una frase, non è detto che sia l’intero epilogo. Poi scrivo l’inizio. Poi faccio l’elenco delle scene che mi servono per andare dall’inizio alla fine. Poi sviluppo ogni scena, spesso non in sequenza. Dipende da quale ho immaginato per prima. È lo stesso sistema che usano per realizzare i film. Alla fine, il montaggio riordina tutto. Se mi capita che manchi qualche scena, la aggiungo. Se ci sono scene inutili, le tolgo. Poi passo alla fase di editing, che dura da tre a quattro volte il tempo che ci ho messo a scrivere.

[D] Parliamo sempre della scrittura di un libro, la sua impaginazione, la decidi prima, oppure mentre scrivi hai già in mento un progetto?
[R] Scrivo tutto in Garamond 12 con interlinea 1,15. Però inizio sempre con un programma semplice, che non è altro che un “blocco note” evoluto. Si chiama Ultraedit e l’ho acquistato anni fa. Scrivere in Word mi distrae, perché nella prima fase ho bisogno di andare veloce, senza preoccuparmi degli errori. Quindi scrivo tutto con Ultraedit, poi faccio confluire tutte le scene in Word. Correggo gli errori che mi segnala, controllo se c’è tutto (o inserisco dei segnalibri tipo ##ufficio## per indicare cosa devo sviluppare) e poi inizio la fase di editing.

[D] Daniele cos'è quel liquido che fuma ancora nella tazzina?
[R] Liquirizia fusa, ne vuoi un po’? Me la portavano i miei amici Uno e Due dal pianeta XA, ma credo abbiano avuto un incidente; non li vedo più da qualche tempo.
Bene, grazie molto buono.

[D] Con che tecnica ti inventi i vocaboli, in questi giorni è uscito un libro che ho inserito su BA di Stefano Massini, "dizionario inesistente" dove lui si è inventato delle parole da delle storie realmente accadute. Anche tu segui questo metodo, op [R] Quando devo inventare dei termini, cerco tutte le traduzioni possibili. Prima di tutto in latino e greco, ma anche in altre lingue. Poi provo a ottenere delle fusioni. Il termine, però, deve essere chiaro per il lettore. Per il pianeta della mia serie ho scelto “Aedis” perché significa “Casetta, piccola abitazione” e, dopo un viaggio di trent’anni, credo che una casa sia l’unica cosa che si desideri.

[D] Anche se scrivi sempre di futuro, ho letto, in alcuni racconti che parli " cerano sedie di legno", ecc. Forse perché non vuoi in effetti staccarti dalla realtà dei nostri giorni.
[R] È proprio così. Prima di iniziare la serie Aedis ho pensato molto a come si sarebbe sviluppata una colonia giunta su un altro pianeta. Io credo che la civiltà seguirebbe lo stesso percorso, ricreando le stesse cose cui siamo abituati adesso. Con qualche elemento tecnologico in più, certo, e qualche elemento inutile in meno (ce ne sono, ce ne sono), ma in sostanza sarebbe una Seconda Terra. Anche gli animali, se somigliassero ai nostri, riceverebbero gli stessi nomi, perché no? E poi, quelli di piccola taglia li porteremmo con noi e quindi, come minimo, avremmo gatti, cani e conigli come sulla Terra. In ogni caso, tutto ciò che scrivo, anche se la storia è di fantascienza, deve essere possibile. Ho dovuto attendere anni prima di scrivere il primo racconto sui viaggi nel tempo. Poi ho inventato un modo teorico per riuscirci e l’ho scritto.

[D] Domandazza: Siamo ancora sulla macchina del tempo. Se tu non fossi quello che sei cosa vorresti essere? Qualsiasi cosa frigorifero, animale qualsiasi. Perché?
[R] Mannaggia, questa è difficile, Isabella, ci devo pensare. Ecco, sono andato una settimana nel futuro e adesso lo so: vorrei essere una I.A. Una Intelligenza Artificiale, come Will Caster nel film “Transcendence”. Il corpo umano è spettacolare, utile e molto piacevole, a volte, nel suo utilizzo, ma dopo un centinaio d’anni è una palla al piede. Meglio copiare la propria essenza in un supercomputer. Mi piacerebbe perché così si vive per sempre. Come le protagoniste dell’episodio “San Junipero” della serie televisiva “Black Mirror”.

[D] Per i personaggi prendi spunto dalla realtà e poi li trasformi, oppure no?
[R] Tutti i miei personaggi esistono davvero, ma sono una fusione di più persone. Jeremy, per fare un esempio, è l’amico di Daniel Sung, il mio protagonista, ed è il risultato della somma delle personalità di 3 amici. Samira, la moglie di Daniel, protagonista del sesto episodio, ha più di dieci caratteristiche mutuate dalle mie esperienze. Per i tratti somatici, invece, uso la tecnica del “facciometro”. Cerco dei volti su Internet, e quando ne vedo uno che gli assomiglia (cioè coincide con l’idea che ho in testa), lo salvo sul pc. Quando ne ho trovati abbastanza, li fondo insieme e creo il mio personaggio.

[D] Questa poltroncina è molto comoda, tu dove scrivi di solito? Perché proprio lì?
[R] Dato che ancora lavoro, posso scrivere solo a casa, di sera oppure nei fine settimana. La mia postazione è un divano con il mouse sul bracciolo e la tastiera sulle ginocchia. Potrebbe sembra scomodo, ma a me piace così. Scrivo là perché in quella stanza posso isolarmi dal mondo. Mentre scrivo, mi distrarrebbero i discorsi altrui, anche di sottofondo, mentre mi stimola la musica. Solo musica jazz o classica, senza la voce.

[R] Domandazza: Se fossi un capo d'abbigliamento quale saresti? Perché?
[R] Sicuramente una cravatta, perché ne faccio collezione. Ho quelle con i personaggi Disney, Snoopy, Willy il Coyote, Bunny, e poi con tastiere (suonavo l’organo), tappi di bottiglia, topi, gatti, maialini ecc.

[D] Sei molto impegnato, come fai a conciliare lo scrivere fare concorsi recensire ecc?
[R] Be’, forse dipende dal fatto che non ho altri hobby. Prima ne avevo diversi, ma adesso, quando ho mezz’ora, la uso per la scrittura o la lettura. Quando una storia mi piace, sento il bisogno di “smontarla” logicamente per capire il motivo per cui mi piace. Non si finisce mai di imparare. Inoltre, scrivere comprende anche fare ricerche per giustificare certi meccanismi, o trovare volti e ambienti. Se poi non trovo nulla di soddisfacente, lo disegno. Non so disegnare, sia chiaro, traccio solo qualche linea per avere l’idea che mi serve. Adesso, per esempio, sto progettando un ascensore.
Mentre risponde, vedo Daniele che batte il piede sul pavimento bianco, ok. Non era venuto solo per questa intervista, ma per incontrare il Governatore di Lombivalmento B12. Terminerò subito l'intervista.

[D] Per terminare Daniele se arrivasse la fine di tutte le galassie, cosa porteresti per sempre con te?
[R] Un notebook e la chiavetta dove salvo tutto. Però, se arrivasse una fine del genere, dove prenderei la corrente per farlo funzionare? Devo pensarci e scrivere un racconto! Grazie dell’idea, Isabella.

Tutti gli ascoltatori di Sideam95 ti ringraziano.
Grazie a te per la simpatica intervista.
Ciao

Mi alzo da quella seduta accogliente, sento che le gambe mi tremano, faccio solo in tempo a dire ai miei radioascoltatori.
Ciao alla prossima.


[D] Intervista 2017
[R] A cura del "Resto del Clarino" (fiction & oltre).

[D] Come nasce "Il prezzo del sapere" e i cinque episodi successivi?
[R] Questa serie nasce da una mia particolare necessità. Esprimere, attraverso la narrativa, quello che ho provato nei momenti importanti della mia vita. Leggendo bene tra le righe si può ricondurre tutto a situazioni molto terrestri e attuali. Infatti, la fantascienza è solo il palcoscenico: gli attori siamo noi.

[D] Leggi i miei libri perché...
[R] ...perché ci sono molte emozioni. Io parlo anche di morte, ma come elemento naturale che fa parte della vita. E poi di giustizia, di verità, di decisioni che faranno soffrire, ma che porteranno anche gioia e amore nella vita dei personaggi.

[D] Quale pubblico vorresti raggiungere maggiormente?
[R] Mentre ideavo questa serie, non ho pensato a un pubblico in particolare. Mi sono limitato a tratteggiare il mondo come vorrei che fosse. Ho scritto delle storie che parlano del mio vissuto, quindi spero che saranno apprezzate da persone che, come me, amano quelle in grado di trasmettere forti emozioni.

[D] I tuoi libri in poche righe...
[R] I miei romanzi sono dei thrille drammatici in un contesto fantascientifico. La lettura è scorrevole, perchè mi sono ispirato ai canoni della Golden Age della fantascienza. Come recita lo storico Adam Roberts, infatti, "Nella Golden Age si valorizza un particolare tipo di scrittura: narrazioni lineari, eroi che risolvono problemi o affrontano minacce con uno stile tipico della space opera o dell'avventura tecnologica"
[The History of Science Fiction, p.195].
Le situazioni sono coinvolgenti, piene di dialogo e di azione. Tutto ciò che accade ha lo scopo di sviluppare l'intreccio, ma tutto è plausibile e un lettore attento può sempre intuire il colpo di scena finale.


[D] Cosa bolle in pentola per il futuro?
[R] Dopo aver terminato il sesto episodio, ho fatto una revisione completa di tutti gli altri cinque. Nuovo editore, nuove copertine e tante pagine in più per approfondire ulteriormente i rapporti fra i personaggi. Nel quinto episodio, infatti, tutti hanno avuto un ruolo e tante piccole cose inusuali di Aedis sono diventate normali, grazie all'introduzione di un tema a me molto caro: il viaggio nel tempo. In fondo a questo libro ho anche messo un capitolo aggiuntivo che spiega come sia possibile (molto teoricamente) un viaggio nel passato. Ora devo scrivere alcuni racconti al fine di partecipare a concorsi che mi interessano, e poi pubblicherò il mio primo thriller 'romance', che sarà ambientato a Las Vegas. I quattro protagonisti credo che lasceranno il segno, perchè sono come nessuno si aspetta che siano.

[D] Quanti saranno gli episodi di Aedis?
[R] Domanda difficile. Pensavo di scriverne dodici, ma le trame che ho ideato sono già molte di più. Per ora si è concluso il primo ciclo, che potremmo equiparare alla prima stagione di una serie TV.
In cinque episodi sono state gettate le basi dell'ambiente e sono state delineate le caratteristiche dei 12 personaggi principali. Daniel, Samira e Peter sono le star, ma ci sono anche Alisha, Jeremy e Lisbeth, Fabian, Logan e Deborah, poi Melverin e Kayla e infine il misterioso Benjamin.
Nel sesto, la protagonista è Samira e credo che lo rimarrà per un po'. Fammi la stessa domanda alla fine del 2018 e ti saprò dare una risposta più precisa.


[D] Ho notato che nella versione cartacea del quinto hai inserito un capitolo in più.
[R] Sì, a chi acquista l'eBook del quinto episodio e mi scrive, manderò un capitolo aggiuntivo di 64 pagine in formato PDF con le foto dell'astronave, del pianeta e di tutti i luoghi più importanti di Aedis.

[D] Intendi scrivere solo romanzi della serie Aedis?
[R] No, ho scritto diversi racconti al di fuori di questa serie, e uno ha anche vinto un concorso [NASF11 con PAX]. Poi ho scritto un libro sul calcolo mentale e ho in mente di raccogliere in un solo libro tutti i miei racconti non di fantascienza. Entro il 2018 uscirà anche un romanzo ambientato sulla Terra.

[D] Grazie per il tuo tempo.
[R] Grazie a te.


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